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TRENO STORICO BENEVENTO-PIETRELCINA-ASSISI 7 E 8 SETTEMBRE 2019

 

 

 

 

 

 

 

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MUSEO ARCOS: ZAHI HAWASS VISITA ARCOS...

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NEWS

Treno storico Benevento-Pietrelcina-Assisi 7 e 8 settembre 2019

 

 

VISITA I MUSEI DELLA PROVINCIA DI BENEVENTO

ARCOS- Sezione Egizia del Museo del Sannio

Laboratorio Europeo della naturalità


Studi di Fattibilità Area Pianificazione
SDAT
(Relazione)


L’Agenzia Sannio Europa SCpA (Agenzia per lo sviluppo locale sostenibile), in esecuzione della delibera di G.P. n.206 del 12.05.2009, ha ricevuto dalla Provincia di Benevento l’incarico di elaborare uno studio di fattibilità per la definizione e l’organizzazione generale della “Scuola internazionale di diagnostica ambientale, telerilevamento e alta formazione di educazione ambientale – SDAT”.

Lo Studio di Fattibilità deve preliminarmente rispondere ad alcune domande fondamentali. Innanzi tutto perché istituire una Scuola di Diagnostica Ambientale e perché a Benevento? E, poi, a chi è indirizzata?

La provincia di Benevento ha in corso di realizzazione alcuni interventi di sviluppo economico su settori ad alto contenuto tecnologico. Tali interventi nascono dalla volontà di creare occasioni di sviluppo economico passando direttamente da un’economia tradizionale, con numerosi settori a basso valore aggiunto e strutturalmente esposti alla concorrenza internazionale, a un’economia avanzata, che faccia leva su qualificati insediamenti di ricerca, sviluppo e produzione in settori ad alto valore aggiunto.

La Provincia, infatti, tra le proprie linee di governo e nei propri piani strategici, ha già da diversi anni individuato come obiettivo strategico promozione dell’alta innovazione ed il sostegno alla ricerca e alla formazione scientifica al fine di creare inediti “attrattori“ occupazionali, ed ha già concretizzato importanti iniziative in settori quali il telerilevamento satellitare, la genomica e proteomica, le tecnologie innovative nel campo dell’ICT, la componentistica nel campo aerospaziale. Nell’ambito di tali iniziative, si inserisce perfettamente la Scuola in questione, che avrà sede in Benevento, presso una delle strutture pertinenziali (peraltro già appositamente ristrutturata) dell’Istituto Professionale per l’Ambiente e l’Agricoltura, alla località Piano Cappelle, nei pressi del MUSA – Museo delle Macchine Agricole e del Centro sportivo BIOS, in corso di costruzione.

La Scuola di Diagnostica ambientale e telerilevamento dovrà essere strutturata per avere una dimensione di livello nazionale e, in un’ottica di medio e lungo periodo, di livello europeo. Infatti, non risulta vi siano scuole di questo tipo in Italia, né tanto meno nel resto d’Europa.

Alcuni dipartimenti di università scientifiche hanno organizzato corsi e/o seminari sull’argomento della diagnostica ambientale, ma non vi sono scuole dedicate esclusivamente allo sviluppo di tale tematica. Risulta, in particolare, che il Politecnico di Bari ha approfondito gli aspetti relativi alla misurazione ed alla diagnostica degli inquinanti gassosi legati alle attività antropiche. Il Politecnico di Torino si è spinto nel settore dei campi elettromagnetici. L’Università del Sannio, a norma dell’art.29 del proprio Statuto, ha costituito il Centro Interdipartimentale di Tecnologie per la Diagnostica Ambientale e lo Sviluppo Sostenibile (TEDASS). Il Centro gestisce il Progetto speciale “Centro per la ricezione, rielaborazione ed archiviazione di dati da satellite finalizzati al monitoraggio della biosfera e allo sviluppo sostenibile”, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e il progetto “Centro Euromediterraneo per i cambiamenti climatici”, finanziato dal Ministero dell'Università e della Ricerca.

Tra gli atenei europei si segnala l’ Università di Bordeaux, in Francia, che presenta specializzazioni nel settore delle mutazioni geografiche, e la inglese Cranfield University, che è l’unica università che propone un corso integrato di diagnostica ambientale, con corsi di specializzazione, master e dottorati. Vi sono, inoltre, numerose strutture private che operano sul territorio nazionale nel settore del Telerilevamento, dei sensori per le frane, dei provider satellitari, nonché nel settore delle analisi da inquinamento chimico, biologico e fisico. Ancora, vi sono le strutture pubbliche che derivano dal MINISTERO DELL’AMBIENTE (APAT-ISCRA), dalla PROTEZIONE CIVILE, dalle strutture istituzionali regionali (ARPAC), e dalle associazioni dei paesi del Mediterraneo e dell’Unione Europea.

Infine, già sono presenti sul territorio provinciale alcune strutture altamente specializzate in specifici settori di nicchia della diagnostica ambientale, come il TLC Sannio che si occupa del monitoraggio di apparecchiature xdls e della misurazione dei campi elettromagnetici, e la MARSec, che si occupa di telerilevamento. La Scuola dovrà sottoscrivere protocolli d’intesa e/o rapporti di collaborazione con tutte o, in mancanza, con parte delle sopracitate strutture pubbliche e private. La Scuola sarà affiancata da un Comitato scientifico multidisciplinare con compiti strettamente strategici, che detterà gli indirizzi in riferimento ai quali sarà impostato il complesso degli insegnamenti. Tale Comitato opererà in stretta collaborazione con la struttura amministrativa e con il Consiglio d’Amministrazione della Scuola. Non si prevedono attività di ricerca e di analisi di laboratorio, anche se il cuore della Scuola sarà rappresentato dal settore di archiviazione dei dati (Sistema Informativo Territoriale), che avrà il compito di selezionare ed aggiornare le informazioni scientifiche e quindi offrire il supporto informativo al Comitato scientifico e al corpo docenti.

La Scuola provvederà, inoltre, a fornire: - consulenze ad amministrazioni pubbliche ed ai privati nel campo della pianificazione territoriale, delle valutazioni ambientali (VAS, VIA, VI, ecc.) e della legislazione ambientale; - rapporti periodici per la valutazione dei rischi ambientali; - progetti di promozione e diffusione della cultura ambientale, attraverso la “Rete INFEA” e i C.E.A. (Centri di Educazione Ambientale). Le attività della Scuola saranno indirizzate prevalentemente ai dipendenti delle pubbliche amministrazioni, agli aspiranti specialisti post laurea e ai formatori dei centri di educazione ambientale.

Foto della presentazione dello studio di fattibilità.




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AVIOSUPERFICIE
(Relazione)

La realizzazione di una infrastruttura aeroportuale nella Provincia di Benevento si inserisce in un progetto complessivo di sviluppo del territorio sannita, rappresentando un tentativo programmatico e progettuale innovativo per la realtà territoriale di riferimento, in grado di imprimere una significativa accelerazione alle dinamiche di crescita economica e sociale delle comunità locali di riferimento
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La scelta di insediare una infrastruttura leggera di trasporto avanzato in un’area interna della Regione, ribalta l’idea dominante nelle logiche e nelle scelte progettuali in tema di infrastrutture aeroportuali, di localizzare tali realtà a servizio o in corrispondenza di grossi centri urbani.
Rappresenta, piuttosto, un tentativo di dare risposta e soluzione, in termini logistici ed organizzativi, ai problemi di congestione ed inefficienza dei servizi tipicamente rinvenibili in tali aree altamente urbanizzate, oltre a configurarsi come occasione progettuale utile a caratterizzare e qualificare in termini esclusivi l’offerta di servizi alla popolazione, alle imprese e al turismo nel contesto territoriale in cui sarà inserita.

Inevitabile, in tal senso, il riferimento alle dinamiche di sviluppo, soprattutto in termini turistici, riscontrabili nella Provincia, legate, in particolare, al “fenomeno Padre Pio da Pietrelcina” che attira quotidianamente nella piccola realtà territoriale consistenti flussi di pellegrini provenienti dal resto del Paese; flussi, questi ultimi, destinati a crescere in maniera esponenziale in considerazione dell’attivazione sul territorio di uno strumento programmatico di sviluppo proposto e promosso da una società leader nel Tour Operating, specializzata nella gestione dell’incoming di provenienza mondiale.

A tali considerazioni, essenzialmente legate a motivazioni ed esigenze di carattere turistico, si aggiungano quelle riguardanti le esigenze di mobilità e di trasporti rapidi su lunga distanza espresse dalla popolazione e dal mondo imprenditoriale locale, regionale ed extra-regionale.
Sulla base di queste premesse ed in riferimento all’obiettivo progettuale connesso alla realizzazione dell’infrastruttura aeroportuale, è emersa la necessità di predisporre uno strumento di studio e di pianificazione - lo Studio di Fattibilità, appunto - inteso come sede di valutazione dettagliata ex ante delle alternative progettuali relative all’intervento, sotto gli aspetti tecnici, amministrativi, funzionali, economici, finanziari e ambientali.

Lo studio, infatti, ha ricercato soluzioni progettuali che soddisfino le esigenze di domanda di trasporto secondo un criterio di allocazione ottimale delle risorse e di compatibilità con le esigenze socio-economiche ed ambientali delle comunità insediate nel territorio.
In tale logica si è proceduto attraverso valutazioni riguardanti sia aspetti meramente tecnici, quali il dimensionamento delle componenti cosiddette del lato aria, piste di volo, vie di circolazione, ingressi, sia aspetti riguardanti il grado di accessibilità via terra dell’infrastruttura e alla sua possibilità di integrarsi efficacemente con le altre reti di trasporto, sia, infine, aspetti legati alla verifica di congruenza e fattibilità dell’intervento con quanto previsto dai piani regolatori generali e locali, a proposito di insediamenti produttivi ed abitativi, nell’area oggetto di studio.

L’avvio di tale analisi è stata preceduta da un esame dei documenti di pianificazione approvati in ambito sia nazionale che regionale valutando anche i piani locali, allo scopo di verificare l’effettiva capacità dell’intervento ipotizzato, di dare risposte aderenti agli obiettivi e alle strategie in essi tracciati.
Il risultato dello studio prevede la realizzazione di un'aviosuperficie la cui pista ha lunghezza massima di metri 2200 ed è abilitata alla mobilitazione di aeromobili appartenenti alla classe C. L'impegno della spesa ammonta a 35 milioni di euro distribuiti in due fasi di sviluppo 2006-2015 e 2016-2020.