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ARCOS- Sezione Egizia del Museo del Sannio

Laboratorio Europeo della naturalità


Palazzo del Volontariato, ex Caserma dei Vigili del Fuoco
L’intervento proposto si pone un duplice obiettivo: il recupero funzionale del complesso, in particolare della ex “torre del fuoco” dei pompieri ed il ripristino delle facciate interne e della pavimentazione del cortile, in una sorta di “restituzione filologica” dell’immagine originaria o, per lo meno, di un più coerente ed organico allestimento materico del suo involucro.

Da un lato, dunque, si è posta attenzione alla funzionalità degli spazi; dall’altro, alla qualità superficiale degli involucri. Nell’ottica di un’ottimizzazione degli usi, si collocano il ridisegno dell’atrio dell’ala nord-ovest e la ridistribuzione degli ambienti interni del primo e secondo piano, destinati all’agenzia Sannio Europa, con una più chiara differenziazione degli spazi pubblici/privati e con l’introduzione di diaframmi che ne filtrino gli accessi; l’introduzione di una scala interna che metta in comunicazione i due livelli e la creazione, al primo piano, di un passaggio aereo coperto di collegamento con la torre direzionale. Quest’ultima costituisce l’elemento “forte” del progetto, implicando una decisa trasformazione dell’ex “torre del fuoco”“.

Si prevede, infatti, che il vecchio manufatto, ora dismesso e inadeguato a qualsiasi destinazione funzionale, essendo poco profondo e privo di collegamenti verticali e di solai interni, venga liberato delle murature di tompagno e d ella copertura, per affiancare allo scheletro strutturale un secondo nucleo portante costituito dal setto intorno al quale si avvolge la scala e dal blocco ascensore. Sarà quest’insieme a costituire il nucleo costruttivo della torre direzionale, con solai alleggeriti poggiati sul vecchio scheletro. L’edificio di progetto si sviluppa su sei livelli, per un’altezza pari a quella attuale.

Per i primi tre piani, sfrutta il progressivo cambiamento della disposizione della scala ed il ritaglio di vuoti a tutt’altezza, che ne facciano leggere l’andamento, per rendere più dinamici gli spazi interni, destinati interamente ai percorsi. Superiormente, lo spostamento della scala, sulla facciata posteriore, e la creazione di un volume in aggetto, nel fronte sul viale Mellusi, consentono di ottenere una più ampia superficie di calpestio, destinata agli uffici direzionali.

La copertura riprende la piegatura plastica dell’attuale tetto nella curvatura di una soletta con travi emergenti, che si poggia sugli elementi strutturali, distaccandosene con sbalzi sui lati opposti, per disegnare ampie zone d’ombra sulle facciate sottostanti.

Nascendo dal dialogo tra “vecchio” e “nuovo”, l’edificio avrà un involucro per lo più vetrato, che, nella facciata anteriore, gioca sulla trasparenza per rivelare la struttura ed i ritmi dello scheletro esistente, mentre, sul fronte interno, una volta rivestito di legno, rivisita la memoria di quella tessitura nell’andamento verticale degli u-glass che chiudono la scala.

L’aumento degli spazi destinati ad uffici ha suggerito l’ipotesi di ricavare un passaggio interrato sotto la corte, con accesso dal viale. Ridefinite le funzioni, si è passati ad una valutazione critica della qualità degli spazi, quanto a impaginato grafico e a texture materica. L’intento è quello di restituire organicità ad un edificio progettato negli anni ’50, che, con coerenza, incarna il linguaggio “razionalista” o “International Style” di quel periodo.

I mattoni facciavista, i colori pastello e le alte porte con disegno alla “romana” sono elementi estranei a quello stile; pertanto, si è voluto tentare un ridisegno più coerente dei fronti sul cortile, riprendendo i lunghi sopraluce con pensilina che caratterizzano le altre facciate.

Infine, si è prevista una nuova pavimentazione del cortile, realizzata con un lastricato di pietre disposte a correre con giunti longitudinali continui, sull’esempio corbuseriano tanto in voga negli anni ’50 e ’60. La tessitura parallela si intreccia con il disegno prodotto dai cordoli che, a mo’ di giunti, definiscono differenti campi, in un più complesso effetto materico.